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Cosa intendiamo esattamente quando parliamo di profumeria di nicchia? Sempre più spesso si fa ricorso a questa domanda. E sempre più spesso capita di sentire altrettanti modi di interpretarla e di definirla, come nel caso di “profumeria artistica” o “profumeria selettiva”. Tali espressioni mettono in evidenza sia il carattere creativo e unico di questo tipo di produzione, sia l’attenzione posta verso la selezione dei canali di distribuzione, ma, non sono completamente esaustive nello spiegare, soprattutto a chi non la conosce, la vera essenza della profumeria di nicchia.

Cos’è, dunque, che differenzia la profumeria di nicchia dal resto della produzione e quali caratteristiche deve necessariamente avere per potersi definire tale? Per far questo citeremo uno tra i primi promotori e sostenitori della profumeria di nicchia, Silvio Levi, anima della Calé Fragranze d’Autore, che in un suo articolo spiega così:

Le parole chiave che differenziano la profumeria di nicchia da quella convenzionale sono: continuità, coerenza e unicità

  • dove per continuità si intenda la creazione di fragranze fatte per durare nel tempo a dispetto delle tendenze e delle mode;
  • per coerenza si intenda la creazione di fragranze che rispecchino nelle scelte lo stile e la filosofia dell’azienda, nonché la loro distribuzione attraverso partner scelti per professionalità e passione;
  • per unicità si intenda che la creazione delle fragranze derivi da un vero spunto interpretativo. Indipendente sia dalla prevedibile accettazione da parte di un largo numero di consumatori, sia da scelte dettate da studi di marketing atti a definirne il loro possibile successo.

Profumeria di nicchia - Gants Parfumerie

Sono questi i principi di base che guidano la profumeria di nicchia e che presuppongono delle tecniche di realizzazione delle fragranze basate sull’utilizzo esclusivo di materie prime di elevata qualità.

Tutto ciò ha caratterizzato il lavoro del Maestro Profumiere dell’età moderna, con una produzione che ha raggiunto il suo massimo splendore in fatto di creatività dagli anni ‘20 in poi. Tra i tanti esempi di fragranze in grado di rispondere in pieno ai criteri di indipendenza, qualità e unicità, che definiscono la profumeria di nicchia così come la intendiamo oggi, posso citare le creazioni di case come Coty o Guerlain o quelle di aziende di alta moda che hanno affiancato alla loro produzione straordinarie essenze incaricando “nasi” d’eccellenza come Ernest Beauxn per Chanel n. 5Henri Almeras per Joy Jean Patou ed Edmond Roudnitska per Eau Sauvage. In quegli anni l’arte della profumeria si configurava solamente in questo modo, anche quando le fragranze venivano create su commissione.

Dagli anni ’80, invece, nasce un tipo di lavorazione che potrei definire convenzionale, in quanto basata principalmente sulle esigenze del mercato con il fine di ottenere un maggiore consenso di pubblico. In quel periodo sono stato personalmente testimone di questo cambiamento di rotta verso una nuova concezione del modo di creare i profumi che hanno perso la loro caratteristica di unicità per diventare uno dei tanti strumenti volti a incrementare la popolarità delle aziende, e non solo in termini economici.

La naturale conseguenza di questo è stata la trasformazione delle case che, da piccole realtà imprenditoriali a carattere famigliare, sono divenute delle multinazionali capaci di aver una grande influenza sui profumieri, che non prestavano più la loro opera in maniera indipendente, ma dovevano anche loro rispettare le leggi del mercato. Molte nuove fragranze traevano ispirazione, quindi, non più dall’estro e dall’interpretazione di uno stile e da una creatività autonoma, ma da studi di marketing mirati a garantire un facile successo di pubblico. Va da sé che non tutte la case sono state coinvolte in questo processo o che, in questo contesto, non siano state create delle fragranze eccezionali, ma è innegabile che ci sia stato un mutamento profondo in termini sia di qualità che di quantità.

Non è un caso, dunque, che in questa fase storica si sia sentita la necessità di introdurre il concetto di profumeria di nicchia, proprio per diversificare le due modalità di creazione di chi era, ed è, assoggettato al mercato e di chi invece continua a perseguire quei criteri di indipendenza e di unicità che tradizionalmente hanno caratterizzato questo settore.

Autore: Maurizio Lembo di officinadelleessenze.com

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